LA PRIMA GUIDA PER CHI FA I GIARDINI

02. Il nome delle piante

Che cosa significa “pianta”?

Prima di scoprire il vero nome dell’Almez, ti faccio una precisazione.
Si usa spesso la parola “pianta” e spesso la userò anche io, per questo cerchiamo di capire bene il suo significato. Eccolo.

Si definisce pianta qualsiasi organismo vegetale costituito da radici, fusto, foglie e anche eventuali fiori e frutti.
Diciamo, quindi, che non si intende necessariamente un albero, quando si parla di pianta, anzi.

Storia di piante da tutto il mondo

Ora parliamo, quindi, delle piante e della storia antica del loro nome.
Nel Cinquecento si intensificano i viaggi d’esplorazione attorno al mondo e questo fatto moltiplica le conoscenze in campo botanico.

Per ciò che riguarda le piante, infatti, i botanici sentono l’urgenza di classificare piante sconosciute che arrivano da molto lontano, raccolte e portate a bordo di navi, fanno questo con l’aiuto di microscopi e altri strumenti molto sofisticati per l’epoca.
A mettere ordine nei loro studi, viene in aiuto la tassonomia che adesso conosciamo insieme.

Tassonomia per principianti La tassonomia, ovvero la classificazione nell’ambito delle scienze naturali, è la suddivisione in categorie degli organismi viventi con caratteristiche comuni. Le sue origini sono così antiche da risalire addirittura alle origini del linguaggio. Questo suo venire da lontano e questa sua evoluzione (dovuta al rinnovamento degli strumenti di studio) hanno come conseguenza una continua evoluzione anche nei nomi stessi con cui i botanici classificano le piante. La classificazione era una faccenda molto complessa, con frasi lunghe e descrittive, comprendenti fino a 12 parole per la descrizione di ogni singola pianta.
Un aiuto dal Settecento

A passi rapidi arriviamo al Settecento: il latino diventa la lingua ufficiale della cultura internazionale e la classificazione botanica non sfugge a questo fatto.

Il Settecento è anche il grande secolo che oggi ci rende facile il lavoro. E adesso vediamo perché.

Un grande aiuto da Linneo

In questo secolo il botanico svedese Linneo svolge un enorme e utilissimo lavoro scrivendo l’opera Systema Naturae, dove classifica il regno animale, il regno vegetale e il regno minerale. Dà definitivamente corpo e struttura, quindi, alla suddivisione tassonomica che comprende:
regno, phylum, classe, ordine, famiglia, genere e specie.

E, nel fare questo, ha un’intuizione fondamentale.

Il sistema binomiale

Linneo classifica per la prima volta le piante con binomi semplici, anziché con lunghe e scomode descrizioni.

Nasce, così, il sistema binomiale, secondo cui la specie e il genere diventano sufficienti per definire una pianta (senza dimenticare la classificazione tassonomica da cui dipendono).

Questo sistema, che è ancora oggi in uso, semplifica notevolmente il lavoro di chi si occupa di piante.

Una fragola nel mondo

Per rimanere nel regno vegetale e per dimostrare quanto il lavoro di Linneo ci abbia semplificato la vita, possiamo partire da una semplice fragola. Un frutto che, prima della classificazione binomiale, veniva descritto in modo meno preciso e che oggi si chiama Fragaria vesca. Definendo con Fragaria il genere e con vesca la specie.

Quando scriviamo il suo nome in latino, come possiamo vedere, il genere va sempre in corsivo con la prima lettera maiuscola e la specie va sempre in corsivo senza maiuscole.

Questa convenzione vale per tutte le piante, sempre e ovunque, ed è così che si scrive sulle tavole di progetto, sui preventivi, sugli ordini e sulle relazioni.

Possiamo lavorare, parlare di piante e scrivere in tutto il mondo nello stesso modo: dobbiamo sicuramente ringraziare Linneo.

Immagino che ti resti il dubbio di che cosa significhi quella “L.” maiuscola puntata, ma per questo dovrai avere ancora un po’ di pazienza.

Il codice ICBN

Il metodo di Linneo nel tempo non verrà più messo in discussione. Si arriverà, però, a raffinarlo e a renderlo sempre più preciso, fino al 1952, quando verrà pubblicato il Codice internazionale di nomenclatura botanica (ICBN).

A sua volta il codice subirà molte revisioni e correzioni. E questo è il motivo per cui si genererà un po’ di confusione e alcune piante verranno chiamate con più nomi differenti, sui libri e dagli esperti del settore.

Gli esami del DNA

Questa confusione va riducendosi sempre di più fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui, grazie a nuovi strumenti molto sofisticati, si è fatta chiarezza.

La possibilità di utilizzare gli esami del DNA anche per la vegetazione, infatti, ha reso la classificazione molto più stabile e i nomi attribuiti alle piante sempre più precisi e definitivi.

Mentre parlavamo di tassonomia, la vacanza si è conclusa. Ora siamo rientrati in Italia e tu hai qualche indizio e qualche informazione, per cui sei pronto a scoprire il vero nome dell’albero.

La tua indagine in rete

Dovrai capire quale è il metodo migliore per arrivare a conoscerne il nome. In realtà non esiste un unico metodo, infatti, le strade per arrivare all’informazione possono essere molte e, spesso, è il caso di percorrerle tutte. 

La prima ricerca che ti suggerisco è ovviamente quella in rete. Inserendo “Almez “nel motore di ricerca, troverai una pagina in cui si parla in lingua spagnola di un albero d’alto fusto, caducifoglio, che si chiama “Celtis australis”.
Sarà lui il bell’albero di Barcellona?

Il confronto delle indizi

Continuando nella lettura, scoprirai informazioni interessanti e, confrontando le tue foto con quelle delle foglie in rete, inizierai a pensare di essere sulla strada giusta.
Dal Cinquecento al web

A questo punto, non ti resta che sfruttare il nome latino per approfondire la tua ricerca, per cui alza il tiro e prova a scrivere Celtis australis nel motore di ricerca. Si apre la pagina in italiano e capisci di avere trovato l’albero che cercavi: è un Celtis australis, chiamato comunemente bagolaro o spaccasassi. Hai notato che dallo spagnolo sei passato al latino e poi all’italiano? Anche la rete ti conferma che il linguaggio universale per le piante è proprio il latino: dal Cinquecento al web in un attimo!

I mille nomi di un albero

Tra l’altro, il Celtis australis ha molti nomi comuni, come capita a tutte le piante. E questo dipende dalla lingua del paese in cui ci si trova, dagli usi, dalle tradizioni e dai moltissimi dialetti che attraversano il mondo.

Giusto per la cronaca, il Celtis in spagnolo si chiama “Almez” perché “almeza” si chiama la bacca nera che produce in grande quantità. Quella stessa bacca che, in italiano volgare, si chiama “bagola”, da cui il nome “bagolaro”.

Capisci, quindi, che la classificazione latina semplifica il lavoro di chiunque abbia a che fare con le piante.

Un albero spaccasassi

Hai già visto che il Celtis australis è anche chiamato “spaccasassi,” nome che non lascia dubbi e che è dovuto al suo apparato radicale molto robusto e superficiale.

Ciò significa che, utilizzare questa pianta per viali asfaltati di città che non lasciano il giusto spazio alle radici non conviene, perché il Celtis romperà l’asfalto e il marciapiede. E questa è una fortuna, perché, altrimenti, come potrebbe ancorarsi bene? Come potrebbe non essere pericoloso?

Oltre a questo, il Celtis australis viene descritto come un albero rustico e vigoroso, molto utile per creare grandi zone d’ombra. In Italia, inoltre, ci sono molti Celtis, dal nord al sud, di diversa specie, che popolano i nostri parchi e non solo.
Allora puoi essere soddisfatto: si tratta della pianta giusta per il tuo lavoro a Salsomaggiore.

La fragola di Linneo

Torniamo un attimo al nome che hai trovato nel web: Celtis australis L.

Quello che non ti ho ancora detto è che cosa significa quella “elle” che, peraltro, è uguale a quella della fragola di cui dicevamo poco fa.
Ecco la spiegazione: qualsiasi lettera maiuscola puntata e non corsiva che segua il nome della specie indica chi ha scoperto o classificato proprio quella pianta.

Di solito si tratta della prima lettera del cognome, infatti, spesso troverai la elle maiuscola di Linneo (perché Linneo ha lavorato tantissimo), ma potresti trovare altre lettere che indicano altri naturalisti.
Per quel che riguarda il tuo lavoro, sappi che non è obbligatorio scriverla, a meno che non ti venga richiesto espressamente. 

Qui a fianco puoi vedere uno schema con le poche regole che ti servono per lavorare.

Qualche trucco utile

I nomi volgari, lo abbiamo capito, non hanno valore scientifico, per cui fai bene a non usarli in ambito professionale. Tienili in considerazione, però, perché spesso nel loro nome è nascosta qualche informazione utile alle tue scelte. Il Celtis che si chiama “spaccasassi” ti ha già fatto capire che con le sue radici non si scherza, ma anche in altre lingue ha qualcosa da dire. In inglese “european” ci fa capire che la pianta è adattata ai climi di questo continente, “nettle” vuole dire ortica, per cui la pianta starà bene in zone abbastanza temperate, dove nel sottobosco ci sono le ortiche. In francese le parole “midi” e “Provence” ci dicono che le pianta vive in zone temperate. In tedesco sudliche significa meridionale. Tutte queste informazioni ti confermano, una volta di più, di avere fatto una buona scelta.