LA PRIMA GUIDA PER CHI FA I GIARDINI

04. Il giardino e le sue professioni

Tranquillo: non lavori da solo!

Per capire che albero fosse quello di Barcellona ti è bastata una consultazione approfondita in rete e poco altro, ma non sempre è così facile.

Di solito è necessario consultare vari libri scientifici, specifici, di buon livello e incrociare le informazioni lette.
Questa è un’operazione che conviene comunque fare, anche quando internet sembra risolvere il problema. Conviene sempre leggere testi scientifici che renderanno professionali le scelte.

Può capitare, però, che anche la consultazione a tavolino non dia il risultato sperato.

Non è un caso raro e non è un problema, perché non sei da solo a fare questo mestiere.

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Tutti i  professionisti in giardino

Infatti ci sono tanti professionisti che lavorano in giardino. Ciascuno in grado di realizzarne uno, ciascuno con le sue competenze e le sue conoscenze di base. Se stai seguendo questo corso è perché probabilmente sei una delle figure professionali che adesso vedrai elencate.

Non si può sapere tutto e conoscere ogni specialità di questo meraviglioso mestiere, per cui ci sarà sempre bisogno dell’esperienza degli altri professionisti.

Per esempio, se non riesci a capire di che pianta si tratta, puoi sicuramente chiedere a un agronomo.
Anche il vivaista potrebbe aiutarti e così il giardiniere.
Potresti avere bisogno di assistenza progettuale, tecnica e compositiva e allora ti rivolgerai a un architetto dei giardini.

Lo scambio interdisciplinare è un obbligo professionale che porta con sé un arricchimento personale, uno snellimento del lavoro e una riduzione del numero di errori commessi durante il cantiere.

Le tante interazioni professionali

Oltre alle interazioni di cui abbiamo detto, ci sono altre figure che entrano nella dinamica lavorativa del professionista del verde e che spesso dipendono direttamente da lui. 

Si tratta di impiantisti che posano appunto impianti inerenti il giardino, come l’illuminazione, l’irrigazione, l’impianto di allarme o i cavi perimetrali per il taglio robotizzato.

Può essere presente il tree climber che fa potature o abbattimenti in quota.

Ci sono poi le richieste del cliente con le quali devi interagire per tutta la durata del cantiere.

E, infine, può esserci, contemporaneamente al tuo cantiere, un cantiere che si occupa degli edifici per i quali stai allestendo il verde.

Tutte interazioni, queste, che richiedono una tua capacità gestionale e che, ancora una volta, alzano la qualità del lavoro e non certo il contrario, come è opinione di alcuni. Ora entriamo in cantiere.

Che cosa fare in cantiere

Entra in cantiere:
– osserva la natura esistente,
– valuta se il verde è recente o se ha una forte connotazione storica,
– valuta quale verde esistente verrà mantenuto e quale eliminato,
– valuta la vista del giardino dal giardino stesso,
– valuta gli edifici preesistenti, la loro funzione e la loro epoca di costruzione,
– orientati (anche con strumenti di precisione, se è il caso) per conoscere l’esposizione solare del giardino.

Entra nell’edificio:
– valuta il giardino da tutti gli affacci esistenti,
– se l’edificio è molto alto, considera la vista dai piani bassi, dai piani intermedi e dai piani alti,
– nel caso sia presente il verde anche all’interno, considera se è possibile creare un dialogo con quello esterno.

Se l’edificio è in costruzione, chiedi di poter leggere le planimetrie interne: come potresti decidere dove mettere un albero o una fioritura senza sapere che cosa si vedrà dall’interno dell’edificio?

E, infine, ascolta il cliente.

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Tutte le fasi del tuo lavoro (tabella)

La tabella indica tutte le fasi del tuo lavoro e indica chi sono i professionisti a cui chiedere una specifica consulenza, mentre ti appresti a fare un giardino.

E’ ora di progettare

Quando arriva il momento di progettare, dobbiamo organizzare tutti i dati del sopralluogo e conoscere bene i nostri limiti.

Ciò che non ci sentiamo di fare da soli, perché semplicemente non fa parte delle nostre esperienze e delle nostre specializzazioni, è necessario affidarlo a un professionista con competenze diverse dalle nostre: la natura è una faccenda complessa!

Tra poco vedrai altre tabelle riferite alle varie fasi della progettazione e al ruolo di ogni professionista.

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Le fasi della progettazione (tabella)

Ecco le fasi della progettazione, da quelle preparatorie all’atto progettuale vero e proprio.

A fianco di queste fasi, troviamo il consulente e il tipo di consulenza.

I lavori in cantiere (tabella)

Ecco i lavori di cantiere e i relativi professionisti.

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Parliamo di potature

Ti faccio adesso un breve inciso sulle potature, perché non se parla mai abbastanza. Le potature richiedono professionisti aggiornati con un curriculum e un percorso formativo documentabili. Nel caso tu richieda un intervento di potatura, dovrai ricevere in cambio un preventivo dettagliato che includa l’esistenza di un’assicurazione civile e di un inquadramento regolare dei dipendenti dell’azienda. Nel caso l’intervento avvenga utilizzando la tecnica tree climbing, deve essere anche documentabile l’abilitazione al lavoro di tree climber. Scegliere un intervento in tree climbing, anziché uno tradizionale, significa assicurare alla pianta una cura molto scrupolosa e puntuale. La differenza di costo, evidente fino a qualche anno fa, oggi è molto ridotta. Devi considerare che l’operatore ha costi di aggiornamento e formazione continui, di rinnovo del patentino e di attrezzatura sottoposta a cambi frequenti per via delle norme rigide sulla sicurezza. Scegliere una potatura in tree climbing significa fare propria una certa attenzione nei confronti della natura.

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Dovresti pure assicurati che chi pota (con metodi tradizionali o tree climbing), oltre che inquadrato e assicurato, sia capace di farlo, cosa assai meno scontata di quanto tu non creda.

Per cui accertarti che:
. gli alberi non vengano capitozzati (tecnica che può condurre alla morte),
. i tagli avvengano nel periodo giusto e siano corretti,
. il risultato finale corrisponda a un’armonia delle forme dell’albero.

Con quali strumenti si curano gli alberi

Per approfondire il discorso, ti mostro brevemente il VTA, il metodo che si prende cura dell’albero nella sua totalità.

Il VTA, cioè visual tree assessment, infatti, è un metodo che si basa sul controllo visuale dell’albero e, riferendosi a una serie di principi biomeccanici, coglie eventuali sintomi esterni anomali che vengono indagati con strumenti non invasivi.

L’esame VTA, effettuato solitamente da un agronomo, è molto consigliato nel caso in cui tu debba o voglia mantenere in cantiere degli alberi preesistenti. L’esame rivela se la pianta è sana, oppure curabile, e garantisce sulla sua stabilità.
Dopodiché è, comunque, ottima prassi una potatura corretta.

Per quanto riguarda gli strumenti di indagine veri e propri, – quelli che entrano nel processo di valutazione della stabilità degli alberi – i principali sono: il dendrodensimetro, il tomografio sonico e il pulling test.

L’uso di questi strumenti, su cui non mi addentro qui, permette a te di lavorare in totale sicurezza con professionisti che garantiscono la correttezza delle tue scelte.

Diciamo pure che l’albero, una volta valutato, viene censito: sarà più semplice in futuro curarlo e sapere quando è il momento migliore per potarlo.

Finalmente in vivaio

Ora, mentre ragioni sul tuo lavoro, mentre fai sopralluoghi, mentre inizi a potare quel che resterà del vecchio giardino e mentre scegli le essenze che preferisci, è il momento di fare un giro in vivaio.

È necessario che tu veda le piante che hai scelto sulla carta e che tu ne veda altre che ti faranno cambiare qualche idea.

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A chi non è molto esperto, diciamo pure che il vivaio non è il garden center.

Il garden center è un grande magazzino in cui si trovano piante, animali, candele, addobbi per le festività e così via. Sì ci sono anche le piante, ma sono destinate alla vendita al pubblico.

Se ti affidassi a un garden center, non potresti pretendere un’assistenza professionale e nemmeno che le piante avessero particolari assortimenti.  

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Hai bisogno di un produttore che conosca molto bene il suo prodotto, che lo venda in varietà e in cultivar, che ti assista, magari facendoti cambiare idea su alcune scelte avventate.

Per capire se un vivaio è all’altezza delle aspettative, fai sempre attenzione allo stato di salute delle piante, le cui foglie devono essere senza ragnatele, senza parassiti, senza macchie e, ovviamente, vive.

Così anche tutta la pianta deve essere senza parti secche, con il fusto non danneggiato e con una forma armoniosa, senza asimmetrie.

Anche se non sei un grande esperto, quando noti qualche sofferenza nella pianta, scarsa pulizia e scarsa cura, fidati del tuo istinto e non affidarti a chi non ti convince. 

Per quanto riguarda la produzione e la coltivazione in vaso, i contenitori non devono essere incolti, la terra al loro interno non deve essere troppo compatta, né troppo friabile, non devono fuoriuscire radici né da sopra, né da sotto e non si devono notare muffe e funghi.

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Chiudiamo con una nota molto positiva: il vivaismo italiano è di altissima qualità.
Siamo produttori ricercati che esportano in tutto il mondo. Quel che ci contraddistingue è la capacità di produrre piante esemplari, uniche – appunto – nella loro bellezza assoluta.

Queste piante esemplari vengono utilizzate anche per rinverdire e migliorare il nostro territorio nazionale che è tra i più belli e tra i più ricchi di biodiversità al mondo.

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Per chi non ha eccessiva dimestichezza con questo settore, la rete corre in soccorso. Sarà facilissimo in internet trovare vivai eccellenti sparsi su tutto il territorio nazionale. Guardando con molta attenzione, alcuni hanno schede tecniche di ogni singola pianta in vendita. Questo consentirà a chiunque, stando a tavolino, di conoscere le caratteristiche di specie, varietà e cultivar con pochissimo sforzo. Appena hai tempo, però, in vivaio conviene che tu vada, perché è un piacere indispensabile ed è uno dei momenti più gratificanti di tutto il lavoro.