PROGETTAZIONE ECOLOGICA

02. II suolo

Rocce e paeasggio

“(…) il tipo di roccia presente in una data area determina in larga misura la natura del paesaggio”.

Abbi pazienza se questo inizio è fatto anche di citazioni, ma Stefan Buckazi* nel libro “Il nuovo giardino ecologico” mi ha illuminato con questa frase ed è per questo che mi è venuto in mente di fare questo corso. 

Conoscere il suolo

Ancora Buczacki*: “Può anche determinare le differenze nei sistemi di coltivazione dei giardini: per esempio la differenza tra un giardino situato nell’estremo lembo sudoccidentale dell’Inghilterra e un altro che si trovi all’estremità sudoccidentale del Galles, con un clima molto simile, è dovuta al fatto che sotto il primo si trovano graniti e altre rocce ignee acide e sotto il secondo calcare sedimentario, il che ha dato origine a due tipi di suolo molto diversi.”

A questo punto si può dire che il suolo è faccenda complessa, ma anche molto utile al progettista di verde.

Faccenda complessa che, comunque, l’uomo è riuscito a studiare e classificare, semplificandola. 

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*Stefan Buczacki, Il nuovo giardino ecologico, a cura di Giuliano Fanelli, Franco Muzzio Editore, 2004

Osservare il terreno in cantiere

Certamente adesso abbiamo capito che è dal suolo e dalla sua composizione che dobbiamo partire. Adesso, con queste nuove informazioni, fai pure un sopralluogo nel tuo cantiere e, ovviamente, osserva il terreno. Avrai una domanda che ti gira nella testa: “Che pianta voglio mettere qui?”.

Aspetta a risponderti e leggi qui sotto dove troverai qualche altra informazione utile.

I tre strati del suolo

In generale, il suolo è costituito da tre strati:

1. la componente viva,
2. la componente che era viva e adesso è morta,
3. la componente che non è mai stata viva.

Il nome dei tre strati

Diamo anche un nome a questi strati:

1. humus,
2. orizzonte superficiale,
3. orizzonte profondo e roccia madre.

 

La classificazione fisica del suolo

Dopo questa prima osservazione, facciamo un discorso ancora più completo che riguarda la classificazione fisica del suolo.
Questa classificazione, considera la sabbia, il limo e l’argilla presenti e ne valuta la tessitura e la struttura per definire il suolo in modo scientifico.
Osserva con attenzione lo schema, vedrai anche la piramide dei suoli che adesso ti spiego.

Un metodo facile

Noi veramente facciamo giardini, hai ragione. Abbiamo bisogno di sapere parecchie informazioni sul suolo, ma dobbiamo anche poterlo riconoscere velocemente ad un primo sopralluogo.
Eccoti un metodo facile, anche se approssimativo, per farti una prima idea.
Cerca alcuni punti del tuo cantiere in cui puoi prendere una manciata di terra, osservala e ricorda quello che sto per dirti.

La Sabbia

Nel caso in cui il tuo terreno sia prevalentemente sabbioso, non appena cercherai di prenderne una manciata, farai fatica a tenerlo in mano. Questo perché la sabbia non si compatta e scappa da tutte le parti.
La sabbia è roccia sciolta e potrai definire il tuo terreno sabbioso e sciolto.

I tuoi castelli di sabbia, al mare, stavano in piedi solo se bagnavi la sabbia sufficienza e la loro durata era comunque breve, perché si sarebbero sgretolati non appena si fosse asciugata, ti ricordi?

 

Dimensione: tra 2 e 0,0625 mm

Il limo

Se il tuo terreno ha una forte componente limosa, farai un po’ fatica a tenerlo in mano, perché ti cadranno dalle mani dei pezzi. Il limo è, infatti, un inerte non coeso e non plastico che viene trasportato in sospensione dall’acqua, per poi depositarsi.

Si può vedere quando l’acqua si ritira, dopo un’inondazione: lì il terreno risulta molto fertilizzato dal limo.

Non si trova solo dopo eventi naturali catastrofici, ma è presente anche in stagni e paludi.

Potrai fare solo una palla fragile che si sbriciola facilmente.

 

Dimensione: tra 0,0625 e 0,0039 mm.

L’argilla

Nel caso tu sia in un cantiere dal terreno molto argilloso, ti sarà difficile prendere una manciata di terra asciutta, perché ti troverai di fronte ad uno strato molto duro, dall’aspetto di una crosta.

Spero tu abbia con te un po’ d’acqua o che tu possa rifornirtene sul posto per bagnare un pezzettino di terreno e ammorbidirlo.
Nel caso, poi, che abbia piovuto abbondantemente, potrai facilmente raccogliere una manciata di terra che ti risulterà molto pesante. Questo perché l’argilla è un sedimento costituito da vari minerali che hanno dimensioni micrometriche e una forte capacità di assorbire l’acqua.
Si crea, dunque, una forte coesione tra le particelle e una grande plasticità.

Potrai farne una palla morbida e compatta, piacevole da tenere in mano. Conoscerai senz’altro le molte lavorazioni artigianali ottenute lavorando l’argilla.

 

Dimensione: 0,0039 mm

Mentre sei in cantiere, puoi iniziare a pensare al verde che sceglierai di mettere nel tuo lavoro, sulla base della conoscenza del suolo di cui abbiamo parlato fino ad adesso.
Iniziamo insieme, ti suggerisco come fare.

Il cantiere con suolo sabbioso:
regole da osservare, miglioramenti e piante da scegliere

Aspetta a scegliere il verde, vediamo che cosa ci permette di fare il terreno sabbioso (che non vuole dire la spiaggia, ma semplicemente una terra con una prevalenza di sabbia).

Il suolo sabbioso è leggero e facile da lavorare.

Molto permeabile, non fa ristagnare l’acqua e favorisce, quindi, la coltivazione di ogni pianta e di ogni coltura che soffra di ristagno idrico.

Favorisce un ottimo drenaggio, ma si inaridisce in fretta.

Ecco le principali regole per mantenere in salute il verde:

  • sono necessarie irrigazioni più frequenti che in altri suoli: attenzione a tarare correttamente l’impianto, sorvegliarlo quando fa molto caldo,
  • attenzione a piantare dove c’è poca profondità di terra, perché si asciuga molto in fretta,
  • per lo stesso motivo qui sopra, attenzione ad utilizzare vasi molto piccoli,
  • attenzione al vento che inaridisce la terra immediatamente.

Il suolo sabbioso è adatto a:

  • piante per giardini rocciosi, come: Aubretia, Alyssum, Saponaria, Geranium, Campanula,…
  • piante tipiche dei luoghi marini: Rosmarinus, Olea europaea, Quercus ilex,…
  • piante per terreni asciutti
  • piante per luoghi ventosi
  • colture che soffrono l’eccesso d’acqua: Cucumis melo, Citrullus lanatus, Vitis vinifera,…

E naturalmente moltissime altre piante che potrai cercare secondo le tue esigenze.

Una volta che ti è chiara la natura del terreno, sappi che potrai parzialmente migliorarla o, come si dice, correggerla.
Per modificare la struttura (rendendola meno sciolta) puoi aggiungere materiale organico e argilla.

Per migliorare le coltivazioni puoi usare del compost per pacciamare, così si rallenta l’asciugatura.

Queste correzioni, per fortuna, non potranno modificare molto la natura originaria del terreno, ma solo migliorare un po’ le sue prestazioni.
Questo significa che sarai tu a doverti adeguare alla natura.

Scegliendo solo le piante più adatte e scartando subito quelle con caratteristiche differenti, infatti, farai una scelta economica. Il tuo verde sarà sano e vivrà a lungo: il minimo sforzo con il massimo rendimento, come abbiamo già detto.

Il cantiere con suolo argilloso:
regole da osservare, miglioramenti e piante da scegliere

Il terreno argilloso si comporta al contrario di quello sabbioso: è un suolo pesante e trattiene l’acqua,

quando è asciutto è molto duro da lavorare.

Proprio per questi motivi va quasi sempre corretto.

Quindi, se nel tuo cantiere c’è un terreno in cui la presenza di argilla è troppo elevata, la tua priorità è fissare un appuntamento con un agronomo.
Sai già che cosa sto per dirti, vero? Non è questo il momento di scegliere le piante.

Per migliorare lo stato del suolo, si corregge con gli ammendanti (materiali che ne correggono la struttura), così diventa un terreno molto fertile e produttivo.

  • abbiamo visto che questo tipo di suolo si comporta al contrario di quello sabbioso, per cui un ottimo ammendante è la sabbia stessa, perché ne alleggerisce la struttura che cos’ tratterrà meno l’acqua e sarà più leggera,
  • va areato spesso in superficie,
  • è meglio prevedere che non vada calpestato, perché al calpestio si compatta e diventa durissimo.

Nel suolo argilloso, se non troppo pesante, si possono coltivare, ad esempio:

  • Phaseolus vulgaris, Solanum lycopersicum, Solanum melongena, insalate varie,…
  • arbusti: Clematis, Cotinus, Nerium oleander,…
  • alberi: Acer platanoides, Cornus mas, Robinia pseudoacacia,…

Il cantiere con suolo limoso:
regole da osservare, miglioramenti e piante da scegliere

Il suolo limoso è molto fertile, assorbe l’acqua, ma non quanto l’argilla.
È più leggero del terreno argilloso. Quando si asciuga diventa farinoso ed è meglio non calpestarlo.

 

In cantiere, quindi:

  • con aggiunta di materiale organico si migliora il drenaggio,
  • pacciamare in inverno per ridurre formazione di croste,
  • in fase di progettazione, considerare il comportamento simile a quello del terreno argilloso, nel momento della scelta del verde.

L’humus o materia organica

Per chiudere il discorso sulla classificazione fisica, aggiungiamo un’ultima voce che è quella relativa all’humus o materia organica.

Quando in cantiere la terra è buona?

Quando c’è dentro un po’ di tutto ciò di cui abbiamo parlato finora, si potrebbe rispondere.

In effetti, un buon terreno deve essere sciolto, quasi spugnoso e ricco di materia organica.

La sua texture dovrebbe essere creata da piccole quantità di sabbia, limo e argilla, raggruppate in piccole “briciole”.

La struttura di un buon suolo è resa evidente dalla facilità di penetrazione dell’acqua, dall’aerazione, dalla crescita delle radici, dall’attività degli organismi viventi e dalla disponibilità di nutrienti.

Anche in questo caso puoi prendere una manciata di terra: sentirai che ha un buon profumo caratteristico ed è così soffice che è un piacere toccarla.

Ecco la tua base perfetta per l’ottima resa futura del verde che adesso puoi sicuramente iniziare a scegliere.

La composizione chimica del suolo

Questa che abbiamo visto fino ad ora è la struttura fisica del suolo.

Un dato ancora più importante per te è la conoscenza della sua composizione chimica, per fare questo ci aiuta il pH.
Uno strumento immediato per misurare l’acidità o la basicità del terreno è il valore di pH che, una volta individuato con un esame specifico, viene letto sulla scala del pH che vedi qui, tutta colorata.

Il suolo neutro

Diciamo subito che la terra adatta alla maggior parte delle piante è, dal punto di vista fisico, leggera e, dal punto di vista chimico, neutra.

Quando la terra è leggera, lo abbiamo già detto prima.

La composizione chimica del terreno, invece, è neutra quando, ad un esame del pH, questo risulta attorno al valore 7.

Si tratta in particolare di un suolo adatto all’agricoltura, perché offre le migliori condizioni per l’assorbimento dei minerali da parte delle coltivazioni.

Il suolo acido e le piante adatte

Il suolo acido, con valori di pH al di sotto del 6, ha scarsi elementi nutritivi e una struttura poco stabile, a causa dell’assenza del calcio.

Se il tuo cantiere ha suolo acido e torboso, dovrai scegliere piante acidofile, anche dette calcifughe (cioè che non tollerano il terreno calcareo), come ad esempio l’erica che vedi in fotografia. 

Potremmo dire che il tuo capoprogetto è il valore del pH: è lui che detta le tue scelte.

La correzione del suolo acido

Abbiamo già visto che è possibile correggere la struttura fisica del suolo, ma ancora più importante è correggerne la chimica.
Nel caso del suolo acido, è possibile alzare i valori di pH che, sotto al valore 5, rendono molto difficile la coltivazione.

Lo si può fare aggiungendo calce sotto forma di carbonato di calcio o di ossido di calcio.
In questo modo potrai scegliere tra un numero maggiore di piante adatte per il tuo cantiere, ma, por ottenere i migliori risultati, ti converrà sempre tenere presente le caratteristiche di partenza del tuo terreno.

Il suolo calcareo e le piante adatte

Il suolo i cui valori di pH sono al di sopra di 8, si definisce calcareo, alcalino e ha una presenza di calcio superiore al 20%. Solitamente si tratta di terreni poco fertili.

Se il tuo cantiere ha un suolo calcareo dovrai scegliere piante calcicole, cioè amanti del calcare.

Tra queste troviamo il bosso (Buxus sempervirens) che vedi potato in forma nella fotografia.

La correzione del suolo calcareo

Questa correzione è più problematica della precedente, perché abbassare i valori di pH è più difficile che farli risalire.

Lo si fa incorporando nel terreno zolfo o gesso, ma il costo dell’operazione è elevato e l’efficacia è scarsa.

Una precauzione che devi osservare, quando sei in cantiere, è che gli strati di terreno, durante i lavori, non vengano rimescolati scavando troppo in profondità, per evitare di portare sotto lo strato più fertile e attivo.

Adattare le scelte alla natura

Dopo tutto questo discorso sulla natura fisica e chimica del suolo, ti sembrerà normale adattare le tue scelte alle esigenze della natura.
E, in effetti, è così. Se vogliamo mantenere un approccio economico, non ci sono alternative.

Possiamo dire che il massimo risultato nel tempo con il minimo sforzo al momento delle decisioni dipende dalle nostre conoscenze.

Vediamo adesso qualche esempio utile.

Buone pratiche in cantiere

  • In un suolo basico, cerca di usare piante che vegetino in suoli basici o comunque non acidi: abbiamo visto che è difficile acidificare il terreno.
    Nel caso tu debba per forza prevedere delle acidofile, crea solo piccole aiuole il cui suolo sia corretto con torba e facilmente tenuto sotto controllo, cioè facilmente correggibile nel tempo con ammendanti.
    Ricorda che la continua correzione del terreno avrà un costo nel tempo per il cliente, perché aumenterà il lavoro di manutenzione,
  • In caso di piante calcicole (basiche) messe a dimora in suolo acido, il problema è minore, perché le piante si adattano più facilmente e poi, come abbiamo già detto, rendere basico un terreno acido è più semplice.
  • Se in cantiere prevedi e computi l’introduzione di buon terriccio, è una soluzione ma non è ne’ l’unica, ne’ la migliore.
  • E’ sempre meglio mantenere l’orizzonte superficiale anche in caso di rifacimento (basta mettere da parte lo strato superficiale mentre si fanno i lavori).
  • Le piante non vegetano in un orizzonte profondo portato per l’occasione in superficie,
  • Ripristinare un orizzonte superficiale richiede centinaia di anni.

Adesso tiriamo le somme.

Il cantiere ecologico

A fine lavori, rimetterai nella sua sede naturale lo strato superficiale tenuto da parte e, a quel punto, potrai modificarlo strutturalmente se necessario, variando le percentuali di sabbia limo e argilla.

Questo è un cantiere ecologico (ed economico)!

Le analisi del terreno

Per fare le scelte più adatte in cantiere, uno strumento semplice e piuttosto economico è l’analisi del terreno.

L’esame indicherà tutti i parametri di cui abbiamo parlato finora a cui si aggiungono le prescrizioni per correggere il terreno nel modo più idoneo.

Come si fa il prelievo?

Il prelievo in sé è semplice e, se il cantiere è piccolo, puoi farlo tu stesso.
Ecco come:

  • scava una buca profonda almeno 15 cm
    (la maggior parte delle coltivazioni si sviluppano entro i primi 50-60 cm di profondità del suolo),
  • preleva un po’ di terra dalle pareti della buca (non dalla superficie che è più contaminata da altri suoli di diversa provenienza),
  • nel caso il cantiere sia grande, sarà necessario effettuare più prelievi in punti diversi,
  • metti il campione di terra in un sacchetto e invialo/portalo in laboratorio.

Chi fa le analisi?

Le analisi del terreno vengono effettuate da laboratori pubblici, istituiti dalle singole regioni italiane (in questo caso devi accertarti che non si rivolgano solo a chi opera nel settore agroalimentare), oppure da laboratori privati che effettuano esami per il settore agricolo, floro-orto-frutticolo, agroalimentare, ambientale e anche per il singolo privato.

In rete troverai molte risposte e ti potrai chiarire le idee anche sui costi, perché spesso i laboratori regionali pubblicano un listino, indicando le tariffe per ogni singola voce.

Un esempio di analisi

Questo documento è stato redatto da un agronomo, dopo che io stessa ho consegnato alcuni campioni di terra.

Il mio cantiere era un giardino di medie dimensioni da ripristinare completamente.

Puoi vedere, nelle note, come correggere il suolo, prima di iniziare il lavoro.

Ma sono proprio necessarie?

A me piace lavorare in sicurezza, per cui quasi sempre le faccio.

Capisco che possa sembrarti un impedimento un po’ noioso, ma in realtà si tratta di uno strumento che ti suggerisce quale direzione prendere nella scelta del verde.

Nei cantieri grandi e complessi, nei luoghi in cui sto per mettere piante costose e nei lavori in cui ripeto la stessa pianta in grande quantità, le ritengo un obbligo.  

Ti faccio un esempio.

Pericolo scampato

Immagina di allestire un parterre di Buxus sempervirens (pianta peraltro costosa) e di prevedere che venga potato in forma (manutenzione peraltro costosa).

Immagina che il tuo lavoro sia rappresentato da questa fotografia: che cosa farai, se il bosso inizierà a stare tutto male, a ingiallire, seccare o marcire?

Sei sicuro che il terreno sia calcareo e non acido? Sei sicuro che non ci siano ristagni idrici?

Come correresti ai ripari? Analizzando il terreno. Giusto, ma perché farlo dopo e non prima?

Le analisi del terreno, tra l’altro, sono uno strumento molto utile nel caso in cui il cliente insista per avere piante che tu non metteresti.

Potrai scrivere sul tuo preventivo da fare firmare: “Metto la pianta X come da richiesta del cliente, ma, dato l’esito non favorevole dell’esame del terreno in allegato, non mi assumo la responsabilità dei suoi eventuali problemi di crescita”.

Che pianta posso mettere qui?

Se spieghi bene al cliente come stanno le cose, accetterà il pagamento delle analisi, anzi, per esperienza ti dico che ne vorrà sapere l’esito e parteciperà alle scelte del verde in modo più consapevole.

La consapevolezza vale anche per te che, alla fine di questo lungo capitolo, non ti farai più la solita domanda: “che pianta voglio mettere qui?”. Ma, dopo avere fatto le tue valutazioni, penserai: “che pianta posso mettere qui?”.