La cassettina  appesa su terrazzi, balconi e davanzali

 di Alessandra Corradini
 29 aprile 2019

Photo by Donald Giannatti on Unsplash

Un nuovo punto di vista

Appendere una classica cassettina rettangolare pare l’ultimo gesto da fare sul terrazzo e, in fondo, anche sul balcone. Appendere il verde è un gesto un po’ snobbato dai professionisti e considerato una soluzione fai-da-te, di quelle che si vede subito che non c’è una mano esperta.

Io non la penso così e credo che prevedere l’uso di una o più cassettine appese sia invece tutta un’altra faccenda.
Si tratta solo di cambiare il punto di vista.

Avrai capito che sono un’estimatrice della cassettina: più è semplice e da poco, più la stimo.
Se poi è pure in un materiale riciclato/riciclabile/rispettoso della sostenibilità, allora la porto in palmo di mano.

 

Photo by Paesaggiostudio

L’immersione nel verde

Questo perché è possibile farne uno strumento professionale versatile, grazie al quale si può moltiplicare la biodiversità anche in spazi molto ridotti. 
E biodiversità significa più tessiture che si sovrappongono, più sfumature di verde, più trame di foglie, più fioriture colorate, più insetti (forse questo non lo dovevo dire :-), più farfalle e più uccellini; significa, quindi, una maggiore immersione nel verde.

Che cosa è questa mia idea dell’immersione nel verde?

È la quantità di verde da cui siamo circondati in uno spazio pensato e realizzato dall’uomo.
Direi che potremmo misurarla in metri cubi, perché l’immersione, in quanto tale, è tridimensionale: per stare bene e per fare un buon lavoro abbiamo bisogno di percepire un volume di verde intorno a noi, il più generoso ed equilibrato possibile.

Photo by Paesaggiostudio