Il verde verticale è multiforme

 di Alessandra Corradini
 27 maggio 2019

Il verde verticale è faccenda multiforme: la definizione infatti comprende soluzioni molto diverse tra loro per tecnica, dimensione e utilità. Negli ultimi anni le opportunità nel settore sono ulteriormente cresciute, per cui l’argomento diventa ancora più complesso e interessante.
In questo contesto diventa difficile classificare le varie tipologie di verde verticale, per cui diciamo che potremmo fare a grandi linee una distinzione tra soluzioni ad alto impatto tecnologico e soluzioni a basso impatto.

Soluzioni a basso o ad alto impatto tecnologico?

Parliamo di soluzioni a basso impatto osservando questi pannelli in feltro che permettono la realizzazione di verde verticale appoggiato a pareti interne o esterne.

È possibile sostenerli con elementi in acciaio, così che l’installazione risulterà facile e veloce. È prevista la possibilità di fare passare i tubi per l’irrigazione e di raccogliere l’acqua nella parte bassa di alcuni tipi di pannelli.
Le grosse tasche permettono di contenere più specie, più o meno rustiche.
Il risultato finale sarà ripetibile su superfici di varie dimensioni e andrà incontro a esigenze diverse.

Parliamo invece di alto impatto tecnologico osservando questo grattacielo costruito a Santiago del Cile, negli anni Novanta, da Enrique Browne e Borja Huidobro.
Il progetto ha vinto numerosi premi e mi piace citarlo, perché entra a pieno diritto tra i manifesti dell’architettura sostenibile: al suo posto c’era un giardino che si è pensato di trasporre in facciata, conservando così la stessa quantità di metri quadri destinati al verde.

In questa foto si vede bene la doppia pelle del Santiago building: una facciata interna vetrata e continua e una facciata esterna costituita da una griglia in legno laminato e sostegni in alluminio. Su questa, dal piano più basso e piantate in una grossa vasca in cemento, salgono varie piante rampicanti: Rhyncospemum jasminoides, Plumbago, Parthenocissus e Bougainvillea.
La scelta del verde mette insieme piante persistenti, semipersistenti e decidue e rende l’insieme eccezionalmente vistoso, grazie allo stagionale cambiamento di colore del fogliame e alle fioriture colorate e abbondanti.
La protezione dal sole che i rampicanti assicurano durante la stagione calda permette sensibilmente di diminuire l’uso dell’impianto di condizionamento, mentre durante l’inverno il passaggio della luce solare è assicurato dalla perdita delle foglie di alcune piante.

Da questo appartamento il risultato è talmente suggestivo e piacevole che fa dimenticare di trovarsi all’interno di un grattacielo! 

Il rampicante e il verde verticale ante litteram

Il verde verticale, come dicevo all’inizio, è dunque una questione piuttosto articolata: per chiarirsi le idee conviene conoscere più da vicino alcuni metodi e considerare i risultati, così come avviene qui.

Adesso chiudo dicendo che in questo nostro paese, celebrato per la bellezza della sua natura, spesso si relegano le piante rampicanti a un ruolo secondario. Potremmo invece dire che i rampicanti rappresentano il verde verticale…ante litteram e questo perché si sono appunto sempre arrampicati, coprendo elementi vegetali o manufatti creati dall’uomo. 

Abbiamo ragionato sulla complessità strutturale di alcune interessanti realizzazioni di verde verticale, ma non dimentichiamoci della semplicità di partenza da cui deriva il nostro bisogno di pareti verdi: basta un semplice tronco d’albero perché un rampicante si avviti su sé stesso, col suo tipico comportamento volubile, e inverdisca ricoprendolo in totale autonomia.

L’uomo entra in gioco, invece, quando si prende cura di quelle piante rampicanti non volubili e bisognose di un treillage: grazie alle sue legature leggere potrà assecondarne la crescita più o meno ordinata.

Non sto a convincervi con foto di rampicanti ben condotti che all’estero vengono usati in abbondanza e che in Italia spesso subiscono le resistenze di chi poco li conosce: guardate questo quadro italiano, considerate la data di realizzazione e sarà meglio di tante mie parole.

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