La progettazione del terrazzo nei luoghi di lavoro. Workshop maggio 2019.

Pubblicazione dei progetti e delle attività del workshop di formazione
tenutosi a Milano in data 25.05.2019.

DATA DI PUBBLICAZIONE
09.07.2019

AUTORI E CONTRIBUTORI

ALESSANDRA CORRADINI

ANDREA ENRICO GUAZZONI. Ordine Architetti di Milano. Matricola 15015.
ANTONELLA GRAVANA. Ordine Architetti di Milano. Matricola 10890.
FRANCESCA ROSOLA. Ordine Architetti di Milano. Matricola 14400.
ROBERTO DOMENICO BONI. Ordine Architetti di Milano. Matricola 8194.
PATRIZIA TRUPIANO. Ordine Architetti di Milano. Matricola 8936.
MAURO MATTAINI. Ordine Architetti di Milano. Matricola 18887.
CHIARA MARIA VINCENTI. Ordine Architetti di Milano. Matricola 17591.
SIMONE FUMAGALLI. Ordine Architetti di Milano. Matricola 10780.
SILVIA PILATI. Ordine Architetti di Monza e Brianza. Matricola 1624.
LAURA BELLONI. Ordine Architetti di Como. Matricola 2005.
PATRIZIA MAURI. Ordine Architetti di Alessandria. Matricola 396.
CINZIA CANNATA CESARANO. Ordine Architetti di Torino. Matricola 8173.
VALENTINA CASALBONI. Ordine Architetti di Forlì e Cesena. Matricola 1244.
MARCELLO POLENGHI. Ordine Ingegneri di Milano. Matricola 29493.
GIOVANNA GAGLIOTTI. Ordine Ingegneri di Brescia. Matricola 4091.

REALIZZAZIONE EDITORIALE
PARFORMA. Paesaggio ARchitettura FORMAzione.

CODICE ISBN E-BOOK
978-88-32225-32-7

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La progettazione del terrazzo nei luoghi di lavoro

Terrazza panoramica della nuova sede dell’Inter a Milano, 2019 progetto: Degw e Fud.

Si è pensato per decenni che il terrazzo nei luoghi di lavoro fosse un annesso da non considerare dal punto di vista della destinazione d’uso, utile nelle compravendite immobiliari per aggiungere qualche metro quadrato: nulla di più sbagliato e desueto.

Questo laboratorio ci vuole portare lontano, perché finalmente è chiaro a tutti che l’impegno lavorativo può essere confortato, migliorato e ottimizzato dalla presenza del verde.
Ecco perché abbiamo scelto di analizzare casi e di proporre soluzioni nostre, sulla scorta di ciò che abbiamo imparato.

Oggi il verde può essere allestito e manutenuto in due modi:

1) grazie a una tecnologia all’avanguardia che diminuisce un po’ il lavoro umano, ma che soprattutto consente scelte di progetto molto sofisticate,

2) scegliendo specie a bassa manutenzione che indichino al progettista una nuova via da percorrere.

La sigillatura del suolo (soil sealing) provoca danni enormi al territorio.

Il terrazzo allestito col verde ha anche un altro compito, sulla lunga distanza il più etico e il più importante di tutti: combattere le conseguenze del soil sealing.
Il soil sealing è la sigillatura e l’impermeabilizzazione del suolo del nostro pianeta, causata dallo sviluppo sempre crescente delle aree urbane.

E che ruolo ha il terrazzo in tutto questo?

Il drenaggio dell’acqua in vaso.

Qualunque superficie a verde, ovunque si trovi, contribuisce a rallentare l’arrivo al suolo delle acque meteoriche.
Anche un semplice vaso riempito di terra accoglie la pioggia, ne assorbe una parte finché ne ha la capacità e ne frena il ruscellamento (cioè lo scorrimento dell’acqua piovana sulle superfici che non è in grado di penetrare).
Possiamo moltiplicare questo ragionamento per ogni vaso, cassetta o vasca presente su un terrazzo!

La breve pausa dal lavoro e il ruolo del verde.

Tornando al ruolo del terrazzo nei luoghi di lavoro, non possiamo dimenticarne i ruoli più facilmente intuibili: regalare una breve pausa distensiva e migliorare la qualità degli ambienti interni, grazie alla percezione del verde esterno.

La percezione del verde del terrazzo dall’interno dello spazio di lavoro è un effetto secondario da non sottovalutare.

Chiudiamo il discorso, semmai ce ne fosse bisogno, dicendo che il binomio luogo di lavoro/verde è ormai riconosciuto come una necessità, gesto tra gli altri da compiere nelle nuove progettazioni di spazi per uffici.

La natura in ufficio, sempre e comunque.

Per noi che progettiamo è fonte di ispirazione, per chi vive molto del proprio tempo negli spazi lavorativi è garanzia di aumento della qualità della vita: è ormai così forte questo bisogno che laddove non sia possibile allestire terrazzi si ricorre ad artifici, ma che sempre rivolti alla natura sono.

La progettazione e la realizzazione: un’analisi.

 

Un luogo di raccoglimento

Il verde interno, collocato dietro a una vetrata, arreda la sala riunioni di per sé piuttosto piccola e procura un senso di rilassamento e comfort che è esattamente ciò a cui il progetto rimanda uscendo sul terrazzo.
Fuori ci aspetta una pausa confortata, appunto, dalle piante e da una divinità che lì dove si trova pare disposta a vegliare sull’operato dei lavoratori. 

Un luogo di rappresentanza

Questo terrazzo è pronto ad accogliere eventi, pause caffè, fumatori al confino, letture cartacee o con ebook reader e piccole riunioni estemporanee tra colleghi.
È un luogo elegante e sobrio, la cui presenza di costosi rivestimenti in legno (che continuano all’interno sotto forma di boiserie) ci dice quanto la sua prima funzione rimanga, comunque, quella di rappresentanza.

Per cui ci immaginiamo leggeri e rapidi business lunch, oppure veri e propri eventi eleganti nelle ore tardo pomeridiane e serali. Il verde non ha un ruolo primario, ma se provassimo ad eliminarlo, la terrazza perderebbe buona parte del suo fascino.

Architettura e natura

Architettura e natura

In questo terrazzo vediamo come un elemento architettonico – la balaustra in ferro – abbia ispirato il taglio del Buxus sempervirens (Bosso). L’arbusto si presta al taglio formale che presuppone un’alta manutenzione, in questo caso resa ancora più impervia dalla posizione.

La lavanda aiuta ad abbassarla un po’ e a movimentare l’insieme molto rigoroso. Il resto della superficie delle vasche, sempre per non alzare troppo la manutenzione, è ricoperto di ciottoli grigi. La Magnolia soulangeana e il Thymus (Timo) completano il tutto con profumi e fioriture morbide, non ostacolando la vista.

La progettazione: proposte e scelta delle specie adatte

Ora affrontiamo la scelta delle specie botaniche, secondo vincoli imposti da casi specifici e analizziamo le manutenzioni che da queste scelte derivano.

STUDIO  1

Tema dell’esercizio è: un terrazzo di un ufficio al sud, a bassa manutenzione.
Vincoli:

  • una zona di servizio da schermare,
  • un pergolato da rivestire sotto al quale la destinazione d’uso è la sosta al riparo dal sole per la pausa pranzo o la pausa caffè.

 

Si pensa così a:

  • un pergolato di Bougainvillea, rampicante che ama il caldo e il sole che qui c’è senza tregua,
  • una grande vasca di terra e sabbia in cui si trovano dei fichi d’India (Opuntia ficus-indica) già a pronto effetto,
  • in un grande vaso una ginestra tipica del sud, quale è la Genista aetnensis,
  • tre vasche con un treillage che schermano una zona di servizio, sul treillage sale il Ficus repens, rampicante sempreverde e i bellissimi fiori della Passiflora caerulea.  

 

Manutenzione: 
tutto questo verde è a bassa manutenzione, il lavoro maggiore è dato dalla pulizia della bougainvillea e della passiflora, rampicanti abbastanza vigorosi e disordinati che non necessitano di continue cure per la loro stessa natura.

Bagnature:
ridotte al minimo.

Scelte botaniche:

  1. Bougainvillea
  2. Vasca di Opuntia ficus indica
  3. Genista aetnensis
  4. Ficus repens e Passiflora caerulea

Bougainvillea

Vasca di Opuntia ficus indica

STUDIO  2

Tema dell’esercizio è: un terrazzo di un ufficio al nord, a bassa manutenzione.

Vincoli:

  • una zona di servizio da schermare,
  • un pergolato da rivestire, sotto al quale la destinazione d’uso è la sosta per la pausa pranzo o la pausa caffè.

 

Si pensa così a:

  • un pergolato di Trachelospermum jasminoides (Falso gelsomino), rampicante sempreverde dalla fioritura abbondante in condizioni di media luminosità,
  • allo stesso Trachelospermum jasminoides (Falso gelsomino) che scherma il treillage messo nelle tre vasche davanti alla zona di servizio,
  • due vasche di Photinia Red Robin (Fotinia), arbusti rustici e sempreverdi che virano il colore delle foglie in rosso in autunno. Questi servono per creare un fondale ai tre vasi posti davanti, in modo che ci scende dalle scale ne percepisca subito la presenza scenografica,
  • due vasche di Prunus lusitanica (Lauro del Portogallo) che hanno lo stesso scopo della Fotinia: mettere in evidenza i tre vasi con le due magnolie e il lillà (Syringa vulgaris),
  • i tre vasi il cui scopo è puramente ornamentale, due dei quali ospitano la Magnolia stellata e uno la Syringa vulgaris, cioè il lillà profumato.

 

Manutenzione: 
è un lavoro a manutenzione molto bassa, va condotto il Trachelospermum jasminoides e contenuto, ma è un lavoro di entità modesta.

Bagnature:
secondo l’andamento stagionale.

Scelte botaniche:

  1. Trachelospermum jasminoides
  2. Photinia Red Robin
  3. Prunus lusitanica
  4. Magnolia stellata
  5. Syringa vulgaris

Trachelospermum jasminoides

Magnolia stellata

STUDIO  3

Tema dell’esercizio è: un terrazzo contemplativo a bassa manutenzione.

Vincoli: nessuno, se non il tema stesso che impone una ricerca di piante adatte alla contemplazione e al silenzio.
L’azienda committente intende raccomandare una pausa meditativa ai propri dipendenti.

Si pensa così a:

  • sei aiuole rettangolari tra cui è possibile passeggiare,
  • fioriture a scalare,
  • arbusti persistenti o semipersistenti,
  • ai profumi,
  • alle forme leggere,
  • ai colori tenui o argentei,
  • al richiamo delle farfalle.

Scelte botaniche:

  1. Lavandula angustifolia 
  2. Syringa vulgaris 
  3. Perovskia atripicifolia
  4. Buddleja davidii in varietà 

 

Manutenzione: 
è un lavoro a manutenzione molto bassa, le potature sono veloci.

Bagnature:
secondo l’andamento stagionale.

Lavandula angustifolia

Syringa vulgaris

Perovskia atripicifolia

Buddleja davidii in varietà